L’Osteopatia è una medicina manuale, che prevede un contatto fisico diretto e prolungato tra operatore e utente. Questo deve basarsi su un rapporto di totale fiducia, fondato sulla sicurezza e sulla qualità dell’intervento terapeutico.
Sicurezza e Qualità sono garantite dall’acquisizione delle competenze in ambito di conoscenza teorica e di abilità pratica, attraverso uno sviluppo continuo di entrambe.
La Competenza è la principale caratteristica che permette di delineare il profilo professionale dell’Osteopata.
Nelle pagine successive, verranno esposte brevi introduzioni circa:
- gli ordinamenti legislativi presenti sul territorio europeo;
- le linee guida che l’Organizzazione Mondiale della Sanità, maggior organismo di monitoraggio del servizio sanitario, ha (sta) redatto per le Medicine non Convenzionali
- il possibile inquadramento della professione osteopatica all’interno del Servizio Sanitario Nazionale italiano.
Infine, verranno presentate, in dettaglio, le aree di competenza specifiche per la professione osteopatica, al cui interno verranno sviluppati i concetti di responsabilità, aggiornamento delle capacità pratiche e integrazione delle nozioni teoriche.
La stesura di tale documento ha come fonti bibliografiche:
- “Osteopaths Act 1993”. Elizabeth II. Chapter 21.
- “Legal status of traditional medicine and complementary/alternative medicine: a worldwide review”. World Health Organization 2001.
- “WHO – Traditional medicine strategy 2002-2005”. World Health Organization 2002.
- “Le linee guida per lo sviluppo dell’informazione al consumatore sull’utilizzo appropriato della medicina tradizionale, complementare e alternativa”. Organizzazione Mondiale della Sanità – Regione Lombardia 2004.
- “The standard of Proficiency in Osteopathy 2004”. The National Council of the French Register of Osteopaths (ROF).
- “Standard 2000 of the General Osteopathic Council”. The General Osteopathic Council (GOsC)
- “Codice per la Professione Osteopatica. – Capitolo 4. Le Competenze”. The European Osteopathic Union (EOU) 2004.
1. INTRODUZIONE
L’Osteopatia e la Medicina Occidentale non possono considerarsi divise, poiché le conoscenze sulle quali si basano sono le medesime in campo anatomico, fisiologico e patologico.
Tuttavia, l’Osteopatia conserva una propria identità, grazie a principi fondamentali che le permettono di approcciare il malato in modo autonomo, laddove non necessaria la collaborazione interdisciplinare.
Queste condizioni consentono all’osteopata professionista di rivestire un ruolo nel sistema sanitario, che lo colloca al pari di tutti quei professionisti dotati di autonomia.
Sul territorio europeo diversi Stati hanno riconosciuto legalmente la Professione Osteopatica, inquadrando l’Osteopata nel proprio servizio sanitario come figura professionale indipendente dal Dottore in Medicina e ben integrata nel sistema multidisciplinare.
- Regno Unito: l’Atto legislativo del 1993 regolamenta la professione osteopatica, attraverso la costituzione di una corporazione (General Osteopathic Council), riservando agli operatori speciali diritti, tra cui l’uso del titolo di Osteopata a coloro che, pur non essendo medici allopatici, hanno qualifiche riconosciute e rispettano un Codice di Pratica e un Codice di Etica Professionale.
- Francia: l’Articolo 75 della Legge 2002-303 (4 Marzo 2002) stabilisce che il titolo di Osteopata e la professione osteopatica, sul territorio francese, è autorizzata per operatori che non sono Dottori in Medicina e soddisfano determinate condizioni di sicurezza e qualità dell’intervento terapeutico.
- Finlandia: il decreto 564/1994, associato all’Atto legislativo 559 del 28 Giugno 1994, riconosce l’Osteopata come professionista sanitario con diritto alla diagnosi specifica neuro-muscolo-scheletrica (NMS), indipendentemente dalla qualifica di medico.
- Svizzera: i cantoni svizzeri hanno le proprie regolamentazioni per quanto concerne la sanità pubblica e le pratiche mediche. Cinque cantoni hanno ufficializzato la pratica dell’osteopatia, con diritto alla diagnosi specifica NMS, da parte di operatori non medici. I rimanenti tollerano, anche attraverso la concessione di licenze, la pratica sul loro territorio.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha steso diversi documenti che trattano le linee guida per le medicine non convenzionali: lo scopo ultimo è quello di promuovere la sicurezza, l’efficacia e la qualità di intervento, di integrare le medicine non convenzionali, attraverso una politica nazionale, nel sistema sanitario e di uniformare per quanto possibile le legislazioni.
Sicurezza, efficacia e qualità sono temi importanti per l’OMS, che prevede la stesura di linee guida tecniche e specifiche per ogni medicina non convenzionale, la selezione di supporti per la ricerca clinica in materia di prevenzione, trattamento e gestione delle più comuni condizioni e patologie, il miglioramento dell’accesso alle conoscenze tecniche e alle informazioni per l’utenza.
Uno di questi documenti prevede l’identificazione dell’osteopata professionista come un operatore sanitario, non necessariamente dottore in medicina, con un alto livello di qualifica e precise competenze, anche diagnostiche specifiche nell’ambito neuro-muscolo-scheletrico.
In Italia non si è ancora giunti a legiferare in materia di Osteopatia e medicine non convenzionali, tuttavia è possibile definire il ruolo dell’Osteopata professionista sulla base della “Definizione delle professioni sanitarie” (Art.1, Legge 26 febbraio 1999 n.42).
Le professioni sanitarie sono classificate in due categorie: professione di ruolo sanitario, come medici, veterinari ed etc., e professione sanitaria, come infermieri, ostetrici, operatori dell’area socio-sanitaria ed etc..
La qualifica di un Osteopata prevede un iter di studio di almeno 300 crediti formativi, come avviene negli Stati esteri già citati, pari a quelli necessari per conseguire i titoli di studio delle professioni di ruolo sanitario.
Dal momento in cui lo Stato Italiano provvederà a regolamentare questa disciplina, in modo uniforme ai Paesi dell’Unione Europea con riconoscimento legale dell’Osteopatia, la qualifica e le competenze che il professionista dovrà possedere, lo porteranno a far parte di una categoria autonoma per definizione.
2. COMPETENZE
Nell’approccio terapeutico, l’Osteopata Professionista si avvale delle competenze per garantire la sicurezza del paziente e la qualità dell’operato.
Una parte delle competenze del professionista sono date dalle conoscenze e dalle abilità acquisite attraverso l’iter formativo a tempo pieno, svolto in istituti accreditati dall’autorità accademica nazionale o dall’ente accademico professionale.
Successivamente, queste competenze si consolidano nella condotta etica e professionale, e sono rafforzate da un continuo aggiornamento.
- COMPETENZE – ITER FORMATIVO
A - Acquisizione dei Concetti e dei Principi Osteopatici
B - acquisizione delle capacita’ palapatorie
C - elaborazione delle linee guida d’intervento necessarie per la
sicurezza del paziente
D - gestione del paziente e dei relativi dati
- COMPETENZE – CONDOTTA
E – CONDOTTA PROFESSIONALE ED ETICA
- COMPETENZE – SVILUPPO DELL’AGGIORNAMENTO
F - sviluppo delle attitudini professionali, comunicative e
dell’aggiornamento continuo
G - gestione dei rapporti professionali interdisciplinari
H - promozione della salute
I - gestione dell’ambiente lavorativo
PARTE I. COMPETENZE – ITER FORMATIVO
- Acquisizione dei Concetti e dei Principi Osteopatici
La qualità della professione osteopatica è garantita dall’acquisizione di tre concetti fondamentali:
-
- la persona è presa in considerazione nella sua globalità e unicità;
- questa globalità è data dalla relazione esistente tra le diverse strutture corporee e viene analizzata attraverso il movimento;
- il disturbo che affligge queste strutture deve essere preso in considerazione a partire dalle cause e non solo dalle manifestazioni.
I principi osteopatici devono essere applicati in modo da:
- ottenere, valutare e utilizzare i reperti clinici concernenti il paziente;
- promuovere e mantenere lo stato di salute del paziente.
La Competenza di un osteopata professionista è, quindi, data da:
-
- la capacità di prendere decisioni cliniche sulla base dei principi e dei concetti osteopatici;
- la capacità di scegliere e modificare tecniche e approcci di trattamento sulla base di questi principi;
- la capacità di individuare, attraverso il quadro clinico, le cause e le eventuali patologie, non di competenza osteopatica, applicando questi concetti.
- acquisizione delle capacita’ palapatorie
La Palpazione è lo strumento attraverso cui l’Osteopata individua le alterazioni strutturali e fisiologiche in tutti i livelli del corpo umano, riconoscendone la tipologia e monitorandone i cambiamenti.
La palpazione, quindi, può efficacemente essere utilizzata sia come mezzo diagnostico sia come mezzo terapeutico.
La Competenza di un osteopata professionista è, quindi, data da:
- l’alto livello di capacità palpatoria e la sua applicazione critica al fine di una corretta valutazione terapeutica;
- la conoscenza delle caratteristiche palpatorie dei tessuti corporei e della loro funzionalità;
- l’uso selettivo della palpazione a fini diagnostici, terapeutici e di monitoraggio;
- elaborazione delle linee guida d’intervento necessarie per la sicurezza del paziente
Tra i primi obiettivi di un osteopata deve esserci la sicurezza e il benessere del paziente garantita dalla competenza in materia di pratica osteopatica.
Questa fornisce all’operatore le conoscenze di base per poter:
- interpretare e applicare la diagnostica differenziale nel proprio ambito di azione;
- identificare gli stadi patologici che interessano altre discipline mediche;
- impostare le linee guida di intervento e i relativi protocolli di trattamento osteopatico.
La Competenza di un osteopata professionista è, quindi, data da:
-
- la capacità di raccogliere e analizzare le informazioni durante la raccolta anamnestica;
- la capacità di formulare e giustificare un sufficiente numero di ipotesi eziologiche;
- la capacità di integrare le conoscenze anatomo-funzionali, con particolare attenzione al sistema neuro-muscolo-scheletrico, sufficienti a identificare e differenziare tra strutture anatomiche normali e non, e tra processi fisiologici e non;
- la capacità di impostare un piano terapeutico che tenga in considerazione i propri limiti di competenza, la qualità dei tessuti del paziente, gli effetti del trattamento osteopatico e le aspettative del paziente;
- la capacità di individuare ed eseguire correttamente le tecniche osteopatiche più idonee, in relazione alla problematica e al paziente.
- gestione del paziente e dei relativi dati
L’osteopata deve essere in grado di fare continue valutazioni critiche del proprio operato e deve mantenere un approccio onesto con il paziente nel momento in cui, valutati i risultati del proprio lavoro, decide di modificare l’intervento osteopatico.
La Competenza di un osteopata professionista è, quindi, data da:
- la capacità di informare il paziente, attraverso l’uso di un linguaggio semplice, circa le ragioni del trattamento, delle possibili reazioni individuali e della prognosi;
- l’esecuzione del trattamento solo a seguito del consenso del paziente;
- la capacità di giustificare la scelta e l’uso di ogni tecnica osteopatica applicata e di monitorare le reazioni individuali;
- la capacità di valutare le controindicazioni specifiche alle tecniche osteopatiche.
L’osteopata, per offrire un servizio sanitario di alta qualità, non deve interagire esclusivamente con il paziente.
Il professionista deve essere in grado di registrare accuratamente i propri risultati e, quando appropriato, scambiare informazioni con altre figure professionali in ambito sanitario.
La Competenza di un osteopata professionista è, quindi, data da:
- la capacità di cercare, selezionare, acquisire, recuperare e maneggiare informazioni secondo una metodologia scientifica;
- la capacità di produrre e presentare materiale scritto e dati organizzati;
- la capacità di gestire dati e informazioni conformi ai requisiti delle norme vigenti in materia sanitaria e alle norme sulla privacy;
- la capacità di usare i dati di valutazione (qualitativa e quantitativa) come base di sostegno dell’approccio osteopatico, laddove vi siano stati reclami nei confronti di un protocollo di trattamento applicato.
PARTE II. COMPETENZE – CONDOTTA
- condotta professionale ed etica
La pratica osteopatica riconosce come primari il paziente e il suo fondamentale diritto ad un’alta qualità della cura.
L’osteopata deve rispettare la persona, la sua vita, la sua dignità e proteggerla da qualsiasi tipo di abuso.
La Competenza di un osteopata professionista è, quindi, data da:
- la capacità di agire sempre nel rispetto dell’indipendenza del paziente;
- il rispetto per i principi morali, l’integrità, la dedizione e la competenza in tutte le circostanze professionali;
- la capacità di provvedere alla continuità di cura e di garantire un equo accesso nei casi di urgenza;
- la capacità di esercitare nel rispetto dei regolamenti dell’associazione di appartenenza, degli obblighi contrattuali esterni, delle richieste legali, delle legislazioni sulla riservatezza dei dati e di qualsiasi altro atto legislativo del paese di appartenenza.
PARTE III. COMPETENZE – SVILUPPO DELL’AGGIORNAMENTO
- sviluppo delle attitudini professionali, comunicative e dell’aggiornamento continuo
Quest’area di competenza prevede che il professionista abbia coscienza delle proprie potenzialità e dei limiti della terapia osteopatica: il riconoscimento della stato professionale richiede all’osteopata un totale impegno nello sviluppare e mantenere elevati standard terapeutici, applicando i principi di cura e di gestione citati in precedenza.
L’osteopata deve provvedere ad ampliare le proprie attitudini professionali, attraverso l’aggiornamento: lo Sviluppo Professionale Continuativo (CPD, “Continuing Professional Development”) e l’Educazione Osteopatica Continuativa (COE, “Continuing Osteopathic Education”), devono essere organizzati dalle associazioni osteopatiche di ogni Paese sotto la spinta delle esigenze di crescita professionale.
La Competenza di un osteopata professionista è, quindi, data da:
- l’auto-valutazione delle proprie capacità cliniche;
- la frequenza di corsi, conferenze, congressi nell’ambito dello Sviluppo Professionale Continuo;
- la capacità di confronto con altri osteopati professionisti, sulla base delle informazioni scientifiche raccolte durante la propria attività.
- gestione dei rapporti professionali interdisciplinari
Il professionista deve essere in grado di riconoscere il proprio campo di intervento, indirizzare il paziente verso altre forme di terapia e di rapportarsi con le altre figure mediche, qualora si presentino casi clinici che necessitano di ulteriori indagini.
La gestione del paziente e della terapia scelta dipende, anche, dalla qualità comunicativa tra l’osteopata e altre figure professionali in ambito sanitario; il rapporto tra l’osteopatia e le altre discipline mediche è fondamentale per l’inserimento di questa nel Sistema Sanitario Nazionale e non può prescindere dall’attitudine verso una comunicazione scientifica chiara e logica da parte degli osteopati che intraprendono ricerche sperimentali.
La Competenza di un osteopata professionista è, quindi, data da:
- la capacità di gestire il paziente indirizzato da altre figure mediche, di comprendere i dati che lo accompagnano, di relazionarsi verbalmente con tale figura sanitaria;
- la capacità di individuare i propri limiti di competenza e di inviare il paziente e i suoi dati a professionisti di altre discipline;
- la capacità di collaborare clinicamente e attraverso progetti di ricerca con altre discipline, al fine di promuovere l’integrazione nel Sistema Sanitario Nazionale dell’osteopatia;
- il rispetto e la tolleranza nelle relazioni interdisciplinari e nelle scelte terapeutiche del paziente:
- promozione della salute
L’osteopata professionista deve offrire ai singoli pazienti consigli realistici e costruttivi, in grado di aiutarli a mantenere e migliorare ulteriormente il loro stato di salute, prima e dopo essere stati sottoposti a intervento osteopatico.
La Competenza di un osteopata professionista è, quindi, data da:
- la capacità di comprendere l’organizzazione sanitaria vigente;
- la capacità di indirizzare il paziente verso la opportuna profilassi sanitaria, quando necessario;
- la capacità di individuare gli effetti psico-sociali ed economici che influenzano lo stato di salute e fornire, in base ad essi, un adeguato sostegno al paziente.
gestione dell’ambiente lavorativo
L’osteopata deve gestire e organizzare il proprio lavoro in modo efficiente e sulla base di alti standard terapeutici.
Questo include:
- il reclutamento di colleghi, personale competente e l’impiego di materiale di supporto;
- il rispetto delle norme sanitarie vigenti in materia di ambiente lavorativo
Documento redatto da:
Mandara Alfonso, D.O.U.K.
Coordinatore EOU (European Osteopathic Union)
Papa Liria, D.O. BSc(Ost)
Consigliere Direttivo Fe.S.I.Os.
Di Mattia Caterina, D.O. BSc(Ost)
Consigliere Direttivo Fe.S.I.Os.